Nasce in ricordo di Umberto Albini, grecista e uomo di teatro scomparso un anno fa, l’associazione Cultura è Salute.
Mio padre venne a mancare un anno fa, a fine gennaio 2011. Mi piace ricordarlo da queste pagine. A lui Sesto San Giovanni sarebbe piaciuta. E’ una città che testimonia tutti quelli che furono i suoi valori.
Nato nel 1923 a Savona, papà fu partigiano, combattè in guerra e nella Resistenza poco più che ventenne, studiò e lavorò ogni singolo giorno della sua vita. Si alzava presto al mattino, come un operaio della cultura, si immergeva nei suoi libri, preparava le lezioni, e si occupava della famiglia. L’ho sempre visto così impegnato, che mai vi fu un giorno in cui non scrivesse almeno una riga.
Fu iscritto al Partito Comunista in anni lontani, quando quella militanza portava un prezzo da pagare. Nei suoi ultimi giorni mi invitò ad aprire il cassetto della scrivania della sua biblioteca di casa, dove teneva le cose più care. Lì ho trovato la tessera di partigiano e quelle del PCI, le lettere di mia madre quando erano fidanzati e un mio quaderno di poesie che gli dedicai quando avevo quattordici anni. Mio padre mi ha insegnato i valori della vita: la famiglia, il lavoro, la cultura, la politica e anche l’amicizia e la convivialità.
Il suo curriculum ha dell’incredibile e non so se riesco a riassumerlo in poche righe. Laureato in Lettere classiche, grecista insigne, traduttore, parlava correntemente francese, tedesco, russo, ungherese, inglese. Fu Preside di Lettere a Genova ed appassionato di teatro.
In sua memoria abbiamo fondato l’associazione Cultura è Salute. Questo titolo me lo ha regalato un collega e amico di MultiMedica, e vuole unire in un nome due realtà per cui vale la pena di impegnarsi, la cultura e la salute. Penso che leggere, pensare, ascoltare, discutere, contemplare l’arte, apprezzare il bello, contribuiscano al nostro stato di benessere non solo psichico ma fisico. Medicina e filosofia costituivano un unico sapere presso gli antichi Greci, di cui Papà sapeva tutto, quasi avesse abitato lì, ad Atene, in una vita precedente.
Quest’associazione culturale è appena nata e io non so come farla funzionare e crescere. Il mio sogno è che un giorno, attraverso il patrimonio di archivi che ha lasciato, attraverso i suoi testi, le traduzioni, le poesie, si costruisca una realtà che possa essere di supporto a giovani studiosi di lettere classiche, o di scienze della salute, per i quali nella nostra società ci sono sempre meno stimoli, incentivi, fondi.
“Cultura è salute” è su facebook. Sono grata a chi mi voglia dare idee per crescere, collaborazione, consigli anche per e-mail (albini.adriana@gmail.com). Mi piace sperare di portare avanti la visione di un uomo generoso e schivo, combattente e colto, che sapeva essere coraggioso e lungimirante in tempi di guerra e di pace.
Mi piace ancor più pensare che l’associazione viva oltre la memoria di mio Papà, di forza propria e di quella dei giovani letterati o scienziati per diffondere l’idea che il sapere è una ricchezza, anche e soprattutto in tempo di crisi.
Umberto Albini-3 Maggio 1923- 25 gennaio 2011
Classe 1923, nato e cresciuto a Savona, ha studiato Lettere Antiche prima alla Normale di Pisa, poi all’Università di Genova dove si è laureato nel 1945. Negli anni della guerra, visse la Resistenza da partigiano.Dopo la laurea fu professore di Liceo a Savona. Dopo un lungo periodo trascorso a Firenze, alla fine degli anni Sessanta tornò a Genova. Nel capoluogo ligure è stato titolare della cattedra di Letteratura Greca, oltre che Preside della facoltà di Lettere e Filosofia e direttore del Dipartimento di Filologia classica e infine Professore Emerito. Ha insegnato anche nelle università di Barcellona, Bonn, Colonia, Jena, Firenze, Londra e Madrid.
In ambito teatrale, a Genova ha collaborato a lungo con il Teatro della Tosse (fu amico e collaboratore di Aldo Trionfo e Lele Luzzati, e con lo Stabile.Ha lavorato a Milano, in Via Senato, all’elaborazione dell’Enciclopedia Garzanti. È inoltre stato presidente dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa.
Ha tradotto molte tragedie greche che poi sono state rappresentate sui palcoscenici di tutta Italia. Oltre che grecista, Umberto Albini è anche stato un appassionato studioso di letteratura ungherese. Fu tra i primi a tradurre il teatro e la poesia ungheresi, rendendo noti, tra gli altri, il drammaturgo Miklòs Hubay e i poeti Sandor Petofi, Varga Tamas e Jozsef Attila. Per la sua opera di diffusione letteraria, è stato insignito di una laurea honoris causa dall’università di Budapest e della medaglia d’oro per la cultura sia dal governo ungherese sia dal governo italiano. Nel 2010 è stato insignito del premio Il Grifo D’Oro, massima onorificenza del Comune di Genova.
Tra la sua ricca bibliografia i saggi Garzanti: Nel nome di Dioniso (1991), Atene: l’udienza è aperta (1994), Riso alla greca (1997), Euripide o dell’invenzione (2000), Atene segreta (2002), Maschere impure (2005). La raccolta di poesie dedicate alla moglie Giovanna Cronache – Il lungo viaggio è invece edita da Frilli.
Adriana Albini


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